FELICE SERINO

 

POESIE SCELTE

 

 

<<<

 

Vacuum Mag 0 - Material - 25 _ Felice Serino

 

| Nascita | (2012)

 

come appena

emerso

 

da naufragio di sangue

a luce

ferita

 

rosa

del tuo fiato - madre -

 

.

 

[Translation by Susanna Decio]

 

as just emerged

from a wreck of blood

 

to the light

to a wound

 

pink

of your breath - mother

 

 

http://www.vacuummag.com/issue-0-Material/25_felice-serino.htm

 

 

 

DENUNCIA

 

m’hanno crocifisso a un muro

vi resterò forse fin quando darò noia

agli occhi o m’imbavaglierà una reclame

di surgelato o mi straccerà una mano

razzista ma sarò ancora la denuncia la voce

di chi non ha voce sarò il suo sangue che urla

la storia attraverso i miei squarci

 

1983

 

 

 

IL BUIO DEGLI ANNI

 

(a tutte le vittime per la giustizia)

 

negli occhi delle primavere

violentate

il buio degli anni

di piombo : la pioggia di sangue -

la vostra morte luminosa -

 

il sangue delle vostre

primavere

di là dal buio dell'ora

ecco levarsi alto

come un grido

al centro della storia -

a forma d'un indice puntato -

 

1988

 

 

DENTRO UNA SOSPENSIONE

 

forme-pensiero dilatò

il mandala e una rosa di immagini

gli si aprì a ventaglio dietro

la fronte – col terzo occhio - in un

capriolare all’indietro di dolce

vertigine – fu risucchiato in stanze

della memoria archetipa e

da luce noetica immerso

in una pace amniotica -

                            appena un grumo

in sintonia col pulsare di miriadi

di cellule ora si fondeva

col respiro dell’immenso corpo cosmico

 

2002

 

 

PAROLA

 

erlebnis del phonema –

                  conchiglia

d’aria – sul mare della memoria

 

una stella di sangue è il sole della pagina

 

parola – tua preda o forse

tu preda della parola

 

                  amore zenitale

 

le nozze del fuoco

 

2002

 

 

IQBAL

in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,

portavoce dei diritti dei bambini lavoratori, ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995

 

come un bosco devastato

intristirono la tua infanzia

di pochi sogni

 

tra trame di tappeti e catene

ancora grida il tuo sangue nei piccoli

fratelli – il tuo sangue che lavò la terra

 

quel mattino che nascesti in cielo – dimmi –

chi fu a cogliere il tuo dolore adulto

per appenderlo ad una stella?

 

2002

 

 

A DAVIDE

morto a 17 anni il 16.4.1995, la domenica di Pasqua

 

ti videro rimbalzare come un fantoccio

contro il parabrise

 

eri la loro preda di turno: sul collo

il fiato di quella banda di cani

armati di mazze

 

(arancia meccanica

una domenica pomeriggio

quando le ore si dilatano e

la città è una giungla)

 

sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

 

ti ho rivisto all’obitorio: sentivo

il tuo corpo astrale aleggiare

su quei resti e palpitare un intero

universo nei tuoi occhi di vento: Davide

non più diviso tra terra

e cielo: in te racchiuso il Segreto

 

2002

 

 

 

SENZA TITOLO

 

al di fuori di me –

io stesso luogo-non-luogo –

mi espando

 

di cerchi concentrici è il lago

del mio spirito: sasso gettato

dal capriccio della musa

 

fremito d’acque e stelle

 

2002

 

 

LA TUA POESIA

 

quando un capriolare nel mare prenatale

ti avrà fatto ripercorrere a ritroso

la vita (tutta d'un fiato) azzerando l'Io

spaziotempo -

allora leggerai la vera sola poesia aprendo

gli occhi sul Sogno infinito: la tua

Poesia cavalcherà in un' albazzurra i marosi

del sangue fiorirà negli occhi di un'eterna giovinezza

 

2005

 

 

ANGELO DELLA POESIA

 

librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue

 

io-non-io: in me ti trascendi e sei

 

d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore

 

 2005

 

 

INFANZIA

 

Eravamo nell’età illusa

Eugenio Montale

 

la tenerezza dei giorni verdi

sparpagliati

nell’oro del sole appesi

alla luna

 

il papà dalle spalle

larghe come la volta

del cielo

 

quel sentirsi dèi – quasi

alati senza peso – e

non sapere la vita

 

 

Innocenza nostalgia del paradiso

 

2005

 

 

NEL PERDURARE LA LUCE

 

le ore arroventate: erano

estati lunghe a morire

 

le corse pazze le ginocchia

sbucciate nel perdurare la luce:

 

ancora un mordere

la sanguigna polpa del giorno - ricordi? –

 

2005

 

 

GRAVIDE DI LAMPI

 

la luna piegata sui miei fogli

compone queste lettere

gravide di lampi

tagliate nella luce

assetate

nel supplizio dell'inchiostro

vibranti

su pentagrammi di sogni

 

2005

 

 

POESIA ONIRICA

 

il sogno sfoglia

spirali di memoria

al lume di luna

disegna

il sonno delle cose

 

2005

 

 

VOLI A SOLCARE L'INDACO

 

(voli a solcare l'indaco

staccandosi dal tramonto)

 

ti sveni come questa luce -

dai muri diroccati

dalle feritoie a spiarti

gli anni spogliati nel cuore:

l'infanzia che rimonta

dentro te come un sole (il sangue

sparpagliato nella luce):

l'esplodere dei sogni che aprivano

i mattini - l'innocenza

negli occhi di pianto

di quel fanciullo col suo aquilone -

sparito nel profondo azzurro...

 

2005

 

 

L’OMBRA

 

negativo di me mio vuoto

in proiezione mi copia con inediti

profili tagliati nella luce – se dal

di fuori la spiassi mi direi sono

io quello?

 

pulviscolare ha i contorni

del sogno e i suoi fòsfeni

si spezzetta se riflessa inafferrabile

fantoccio mi diventa

pure mio vuoto mia metà

 

che estinta con l’ultima sua luce

rientrerà nel corpo-contenitore

unificata con la terra – senza un grido

tutt’uno con la morte –

senza perché – solo ombra

 

2006

 

 

HA MEMORIA IL MARE

 

1.

grovigli di rami

disegnano

la forma del vento

voli

di gabbiani ubriachi di luce

a pelo d’acqua decifrano tra

auree increspature le vene del mare

 

2.

interroghi sortilegi nella

vastità di te solo

ti aspetti giungano da un dove

messaggi in bottiglia un nome un grido

ha memoria il mare

scatole nere sepolte nel cuore

dove la storia

ha un sangue e una voce

 

2006

 

 

SPAESANO LE ORE DEL CUORE

 

i primi turbamenti i morsi

dell’amore – luce

d’infanzia come sogno scolora

dove l’orizzonte taglia il cielo

 

spaesano le ore del cuore

nel giorno alto

 

2006

 

 

VISIONE

 

imbevuto del sangue della passione un cielo

di angeli folgora l’attesa vertiginosa

nella cattedrale del Sole dove ruotano

i mondi

è palpito bianco la colomba sacrificale

 

2006

 

 

SCONNESSIONE

 

pensavi guadagnare la chiarezza?

la vita imita sempre più il sogno

nelle sconnessioni avanti con gli anni

 

ti coniughi ad un presente che s’infrange

dove l’orizzonte incontra il cielo:

e ti sorprendi a chiederti chi sei

oggi da specchi rifranto

e moltiplicato

mentre il tempo a te ti sottrae

 

2006

 

 

L’ESSENZIALE

 

arrivare all’essenziale: via

il superfluo (lo sa bene il poeta - un

sansebastiano trafitto

sul bianco della pagina)

 

così il corpo: si giunge

col vento azzurro della morte

al nocciolo: all’Essenza: non altro

della vita

che avanzi          in pasto al suo vuoto

famelico –

      quando nella curva

del silenzio

essa avrà ingoiato la sua ombra

 

2006

 

 

MAYA

 

il di qua dice l’asceta

non è che proiezione

nel prisma azzurro del giorno

 

sentenzia

che perfezione

è la carne che si fa spirito

 

non si terrà conto

del corpo che si nutre

che è già della terra

 

si è dunque

del cielo o anelito

d’infinito ancor prima

del primo respiro?

 

- certa è la fiamma che dentro

ci arde – sottile –

 

2007

 

 

INSOSTANZIALE LA LUCE

 

insostanziale la Luce

nella carne si oscura

(energia fatta densa)

 

luce verde della memoria

scuote la morte:

 

il nocciolo del tempo

nel buio delle vene è universo

presto deperibile

 

2007

 

 

MOMENTO

         ad Angela

 

[ispirata in dormiveglia il 28.10.2007,

a 48 ore dal mio 66° genetliaco]

 

torpore:

velo di tenebra sugli occhi

mano che ti muore nella mano

 

ed è bellezza anche questa:

minimo ritaglio dell’eterno

 

2007

 

 

SPIOVE LUCE

 

spiove luce

di stelle gonfie di vento

col tuo peso

greve di limiti

ti pare quasi vita sognata

il vissuto già divenuto memoria

 

siamo frecce

         scagliate nel futuro

o il tempo che ci è dato è maya

e si è immersi in un eterno presente?

 

2008

 

 

IN UNA GOCCIA DI LUCE

 

s’arresterà questo giro del mio sangue

lo sguardo trasparente riflesso

in un’acqua di luna

sarò pietra atomo stella

mi volgerò indietro sorridendo

delle ansie che scavano la polpa dei giorni

delle gioie a mimare maree

nullificate di fronte all’Immenso

allora non sarò più

quell’Io vestito di materia

navigherò il periplo dei mondi

corpo solo d’amore

in una goccia di luce

 

2008

 

 

NEL SEGRETO DEL CUORE

 

tenere in serbo scomparti

colore del vento che oblìa

memorie: rossi

come il sangue della passione

verdi come le prime primavere

azzurri come il manto di madonne

 

custodirvi gocce di poesia

cavalli di nuvole ed arco

baleni –

            le coordinate dei sogni – e

l’insaziato stupirsi della vita

da respirare su mari aperti

 

-che tenga lontano la morte

 

2008

 

 

L’ ANGELO

 

noi lacere trasparenze

-sostanza di luce e di sangue-

a superare d’un passo la morte

 

solleva l’angelo un lembo di cielo

svela l’altra faccia del giorno

 

2009

 

 

DI QUA DEL VELO

 

1.

onirica visione dell’eden

dove profuma  Signore

di abele il tuo giorno

 

2.

un cielo bianco di silenzi

di qua del velo vascello

fantasma

 

2009

 

 

QUEL SENSO DI…

 

aspettando sempre qualcosa

qualcuno –

in attesa giungano da un dove

riconoscibili

un nome una voce -

                            quel senso

di sperdimento quando la vita

è una coperta troppo corta

 

-dove sono “io”?-

 

                             quel senso di…

 

 

aspettandomi -

aspettando di nascere

 

2009

 

 

LIBRO

 

mastica piano la morte

il libro del corpo – orecchio

del cuore - : fatuo

risillabare palpiti di soli

fino all’ultimo

rigo-respiro

 

-congelato di bianca luce

 

2009

 

 

NASCOSTO STARO’ NELLA ROSA

 

finché non avrà inghiottito

il tempo osceno il suo grido

nascosto starò nella rosa

azzurra

 

perché non intacchino

i veleni del mondo

la bellezza del cuore

 

2009

 

 

A STEPHANE MALLARME’

 

 

tenue rosa d’albore

 

nel cuore fiorite di cielo

 

2010

 

 

 

 

DENTRO SILENZI D’ACQUE

 

[Incontro]

 

sul lago s’è alzata la luna

dentro silenzi d’acque

è dolce la luce

nel respiro

delle foglie una smania che dilania

abbraccia i contorni della notte

 

2010

 

 

HO SOGNATO DI ESSERE TRASPARENTE

 

vortico in un vento

di luce

 

da fenditure di un sogno

spio il mondo

 

2010

 

 

NELL’URLO

 

(mercoledì delle Ceneri)

 

nel giro delle braccia

le acque del mutamento – le mani

a impugnare il limite

 

penetrare in sé

nel profondo – eredità

di cicatrici – dove si tende

una strada nel cielo

 

rigenerarsi nell’urlo

della croce

 

2010

 

 

UNA  LUCE

 

non sarai tu a scagliarla la pietra

che negli anni sfasati

più d’una volta tornasti contrito

a casa anche se non t’accolsero

braccia festose

che ti specchiasti nel fondo più nero

del nero pure se non s’udì

canto di gallo quando

tradisti la vita spinto ad un atto

anticonservativo

che infine piegato

dalla croce una luce

a forma di un angelo fu

a strapparti dall’oscenità

del tuo tempo facendoti espandere

in un’emorragia di versi e di

energia positiva

che nel viola del tramonto

fosti padre e ora nel tempo

declinante sarà forse tua figlia

che ti farà da madre

 

2010

 

 

GIORNI ORFANI

 

piange il mio spirito

nell’usura dei giorni

orfani di poesia

 

la morte della Bellezza

 

2010

 

 

ALBERI CHE CAMMINANO

[ispirata a un intervento di Erri De Luca per Emergency]

 

a Madre Teresa

e altri ‘grandi’ fino a Gino Strada

 

il cieco della parabola vide

quel giorno

allucinate figure

uomini a forma d’alberi

che camminano

 

oggi dallo scrittoio del cuore

vorrei dirti gino

che insieme a te si alzano

dalla radice del bene

 

alberi che camminano

anche se

quasi nessuno li “vede”: santi

di questo tempo

 

2010

 

 

 

DAI CIELI DEL SOGNO

 

precipitare dai cieli del sogno

fino all’età adulta

richiami di sapori

di voci l’odore

del mare inalare il vento

salato sibilante sotto

le porte -

            gibigiane echi

liturgie

di memorie

l’iniziazione del sesso

i segreti

 

… cieli dell’adolescenza

passati come in sogno

 

2010

 

 

SOGNO BAGNATO

 

[dalla parte dei traditi ed uccisi]

 

vedere l’angelo

della morte

entrare nel mio sogno

 

ed io riverso

sul selciato

lo stupore del sangue

le viscere nelle mani

 

“tu quoque brute”

... per mano di chi

si credeva amico

 

2010

 

 

POESIA ERA IL PROFUMO

 

nel mezzo della notte un ululato

alla luna (o mi è sembrato?)

ho fatto che voltarmi

dall’altra parte

come in un sogno lucido mi vedevo

librare oltre le nubi in levità

l’altro lato mi appariva il versante

luminoso in forma di poesia

un’armonia nel tempo perduta

essa non era che il vissuto compreso

in una bolla d’aria un frammento

d’eterno

mi espandevo su quel versante lucente

linea sottile del sonno dove

poesia era il profumo

del mare

            mare aperto

 

2010

 

 

INVERNI

 

quanti ancora ne restano

nel conto apparente degli anni

incorniciati nella finestra i rami

imperlati di gelo e la coltre

candida che copre

anche il silenzio dei morti

 

immacolato manto

come una immensa pagina bianca

la immagini graffiata da

due righe di addio

il sangue delle parole già

rappreso mentre

è lo spirito a spiare da un

lembo del cielo

 

2010

 

 

DELL’OLTRE IL DOLCE SENTIRE

 

dell’Oltre il dolce sentire

apre sogni e lune

 

mi è specchio il cielo

 

2010

 

 

SI DICE DI AGOSTINO

 

[Al Dottore della Chiesa

il quale dava da "masticare" il Verbo]

 

si dice di Agostino - era forse

un sogno? -

gli fosse apparso un angelo-bambino

che voleva raccogliere

con una conchiglia

tutto il mare in una buca

 

la morale tra le righe: nulla è

impossibile a Dio

 

(prima che passasse

nell'aria e fosse

aureolato

da giovane Agostino era

un dissoluto)

 

2011

 

 

FRAGILE PALPITO

 

in una selva di gridi

come lepre braccata

dal tuo incondizionato amore:

 

Tu che governi i cieli

"bisogno" hai di me?

 

perché pungoli questo

fragile palpito

 

fino al sonno della morte?

 

2011

 

 

MARE DENTRO

 

riverberi maja di luce

 

rosso schermo dietro

gli occhi (te supino) in

barbagli a lenti

                       tratti

 

le vene del mare coniughi

con geometrie

di gabbiani sul filo arcuato

d'orizzonte

 

questa vastità

di cielo e mare

dentro - le

anime del mare -

 

 

... come perdersi

 

 

[Pola, 6 agosto 2011]

 

 

 

COME UN IRRADIARSI DI CIELI

 

Amore è una parola a rischio

Nelo Risi

 

 

Amore è

 

come un irradiarsi di cieli

anteriori

 

esaltazione al calor bianco

 

o

pane impastato con lacrime

 

un lungo lungo gemito più

che sospiro di vento e foglie

 

casa del sole e delle ombre

 

dove disarmato

è il cuore

 

2011

 

 

ALEPH

 

1.

nell’oltre non c’è ombra

-lo sai- ombra che ti possa

nascondere allo sguardo

 

è una chiarità che t’attraversa

non come qui che guardi

per speculum in aenigmate

 

2.

lì non si consultano dizionari

né atlanti: sei tu la biblioteca

il motore di ricerca

 

-alfabeto voce conoscenza- :

nel Tutto tu sei e tutto

è te – (l’aleph del poeta cieco)*

 

3.

è dove ti si svela ogni

contrario - la vita non è prima

della morte

 

2011

 

 

LADRO DI PAROLE

 

[l'ispirazione della poesia]

 

la farfalla immagine-pensiero

sotto la volta del bicchiere

-della cattura l'ebbrezza ma d'un solo

attimo e poi il volo...-

la destrezza nel carpirne la luce

frangente nei colori -

l'inavvertito suono

 

2011

 

 

DISTACCO

 

farsi fragile foglia

appoggiata ad una spalliera di vento

 

2012

 

 

EVANESCENZA

 

in trasognato sfarti figura

 

                  -quasi rito-

 

t’invetri

   incielata diafana

 

2012

 

 

COS’ E’ IL MARE

 

non puoi spiegarlo

alla bimba dagli occhi di luna

se non l’ha mai visto prima

 

se non è rimasta rapita

dal ricrearsi sull’acqua

di riflessi dorati

-ed è poesia…

 

lei può solo sognarlo – il mare –

come una carezza di vento

salato e spazi

aperti e voli…

 

vederlo nel proprio cielo

alla stregua in cui s’immagina

un altrove

chiamato paradiso

 

2012

 

 

NEGAZIONE DELLA MORTE

 

inargenta sul mare la fine del giorno

 

sapere che Qualcuno

da sempre mi conosce

 

 

notte d’ossidiana ora m’avvolge

 

io

non posso morire

 

 

morire alla vita…

 

2012

 

 

VORTICE DI FOGLIE

 

distrazione

del Supremo – dici – la nostra parte

mancante? ovvero caduta

d’angelo nel mare-mondo?

 

non siamo

che un vortice di foglie...

 

ma se il precipitare

in se stessi è in vista di risalita

(alla notte

segue il giorno)

 

allora non esiste

–sai- chi potrà recidere

questo cordone ombelicale col cielo

 

2012

 

 

VITA CHE TI SVELI

 

assisa sul bordo della luce

vita che abbracci

infiniti orizzonti

vita riflessa

che non sai dire se vivi

o sogni

vita in esilio finché abiti nel corpo

vita genuflessa

a adorare il sole-maja

di luce

che apri la fronte del giorno

vita-vuoto affamato

 

sii te stessa

“vita fedele alla vita”

 

 

… rigenerata dalla Croce

Vita che ti compi

che ti sveli

 

2012

 

 

ESTASI

 

avvitato nel rosso

tuo palpito

 

m’incielo

 

2012

 

 

L’ENERGIA S’ADDENSA

 

l’energia s’addensa in un tempo

rallentato

 

-noi qui nel divenire

 

-palpiti d’anima e cielo

 

(un

trascendersi)

 

2012

 

 

 

AMORE E’

 

Amore è una parola a rischio *

 

un irradiarsi di cieli…

 

esaltazione

al calor bianco

 

o

un lungo gemere come di vento

che squassa

-sottile     

“privilegiato“ dolore

 

dimora di sole e d’ombra

-dove disarmato

è il cuore

 

* Nelo Risi

 

2012

 

 

NON E’ CHE UN PERPETUO TRAMARE

 

la vita ha in tasca la morte

-siamo noi

divino seme:

 

non è che un perpetuo

tramare

“cospirazioni” del nascere

 

miracolo d’amore

 

2012

 

 

VERTIGINE DEL CERCHIO

 

vertigine e chiusura

del cerchio

 

compasso che gira sulla punta

per mano dell'angelo personale

                           

 

... l'uscita dal cerchio

 

-nella luce

 

2012

 

 

LA BELLEZZA DELLA ROSA

 

[ispirata da una omelia]

 

le tue scelte abbiano

profumo di Paradiso

-anche se

verità attira

l'odio del mondo

 

la bellezza della rosa brilla

del sangue sulle spine

 

2012

 

 

L’ EGO

 

  1.
  ovattata vita
  di chi l'altro non "sente"
  -muro eretto
  con impasto dell'ego

2.
inutile imbiancarle
le pareti pregne di dolore
-sale silenzioso l'urlo
fino al cielo

 

2012

 

 

PAROLE

 

mi chiamano dal fondo

parole

dove il sangue ondeggia

 

mi guardano

ancora senza carne

 

parole nate

con quel vuoto

d’un arto amputato

 

(orfanezza di non essere

intere mai)

 

ricercate per una

metafora felice

 

2012

 

 

IO ERO LA’

 

(nella ricorrenza dell’11 settembre)

 

quasi un assentarmi da me (stato

catatonico davanti allo schermo)

(auto-

difesa inconscia per non viverlo

quel momento?)

 

-ma io “ero” là

tra vite spaginate nell’aria:

 

io presente-assente

stagliato contro un cielo stravolto

 

 

…e in me

cadevo

 

2012

 

 

GLORIFICARE LA LUCE

 

(a un martire della cristianità)

 

complice il buio: a perdersi fra

le cose i gesti - nessuno

ad ascoltare il Grido - Dio

dov'era...

 

nessun canto d'angelo

-il suo cadavere trafitto

sulla punta delle stelle

 

2012

 

 

La visione

ancora sono sogno e inizio
di pensieri e sento
un angelo con l'ali
vellutate coprirmi...

 

nel bianco silenzio
allagato di luna
mi do d'amore mia "fuga"
nell'intima mia essenza
sorda al mondo...

 

2013

 

 

Marina

 

sull’onda bianca della pagina

inavvertita la musa

come un’ala si posa e

si china discreta

a ricreare di palpiti un vago

sentire di mare

 

 

 

 

2013

 

 

 

 

La condanna

 

(a tutti i carcerati e alla loro metà)

 

 

bianco urlo dell'altra metà del cielo

 

(tempo scandito

a elaborare: 

due prigioni - di qua di là 

delle sbarre

-patteggiare dell'essere

con lo stillicidio che squaderna le ore)

 

dal fondo del mondo

luce ferita dove è terra

di nessuno

 

dove il cappio 

oscilla

 

 

 

 

Ali

 

riscattare le ali

contro l'ingiuria del tempo

risalire

luce dopo luce

a un'alba rossa di vene esplose

 

 

 

 

 

D’un sogno

 

casa sul mare dove vidi

la luce

sulla porta un ritaglio di cielo

a visitarmi i miei morti

venuti sembra

dal mare

sorridermi mentre

mi vedono

con naturalezza librarmi

falena contro il soffitto

 

 

Al parco

 

(fuori da un periodo depressivo)

 

vade retro male di vivere 

nuova luce 

di orizzonti leggo nello sguardo

dell'anziano sottobraccio nella

macchia di sole a farci isola

ora che nuovi

m'appaiono i semplici gesti

un sorriso una parola 

forse questo

il senso mi dico 

Lui ben sa

"utilizzarmi" al meglio

va-de re-tro mal du vivre 

ti riconosco dal tuo odore 

acre ti ricaccio nel buio

fondo

 

 




Mio sangue alato

tu come un’esplosione
all'aprirsi del fiore

vita: mio sangue alato

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato




Nuvole vaghe

le nuvole vaghe a guisa di pegaso
o capra e in pacato risveglio
il sangue del tuo ieri connesso
alla vista del bimbo nel levarsi
dei piccioni in volo davanti
ai gridolini acuti e
più a lato
della piazza il vecchio
in carrozzina
tornato bambino a ricordarti
l'esistere parabola
di carne
nel pulsare dell'universo
e il conto degli anni
i voli pindarici del
sognare




Vita di mare

stare circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere
l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano
l'anima tesa sul grido
come achab





Simile alla vita

simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra

con un io ridimensionato
m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita
 

 

 

Nuova poesia

non dirmi
che questa in grafia minuta
è "inconsistente" come
la mia "collezione di farfalle"

cielo grigio si riflette
negli occhi

-unforgettable

piove l'immagine
di te attraverso il vetro
mentre

il marciapiede si allontana

ho da dare i miei occhi a quel che passa

 

 

 

Eldorado

aneliti annodi al tuo giorno
novello ulisside
voci di conchiglia echi
si fondono
col sangue in luce
nel sogno di eldorado
rammendi la tua vela stracciata

 

 

 

Critici
(semiseria)

ti mettono a nudo sulla pagina-lenzuolo
ravvivano il grido di luce
della parola sofferta
concepita nelle viscere
ove hanno asilo le lettere del sogno
vanno con la lente fino
all'intimo pertugio
ti spellano rivoltano
risalendo al lampo
della musa
dove regna la parola annunciata
hanno l'aureola da edotti
sotto i soli bianchi delle lampade

 

 

 

Il guardiano

 

il mostro è guardiano

del labirinto interiore

 

oh quale dispendio

della mente in sudari di calce

anelante alla riva

primigenia del sangue

 

l'angelo è di cenere

dove grida

la carne

le ustioni della luce

 

 

 

 

La separazione

 

alla fine del tempo

è come ti separassi da te stesso

in un secondo ineluttabile strappo

simile alla nascita

quando

ti tirarono fuori dal mare

amniotico

luogo primordiale del Sogno

stato che

è casa del cielo

 

 

 

 

Conosco le voci

 

conosco le voci che muoiono

agli angoli delle sere

 

conosco le braccia appoggiate

sui tavoli nel risucchio

delle ore piccole

l'aria densa e le luci

che lacrimano fumo

 

e lo sferragliare dell'ultimo tram

la nebbia che mura le strade

 

conosco

i lampi intermittenti della mente

i singulti che accompagnano

quel salire pesante le scale

la morsa che afferra e non sai

risponderti se la vita ti scava

 

e il freddo letto poi fuori

dal tunnel

un altro mattino

 

per risorgere o morire

 

 

 

Nomade d'amore

 

la Tua luce

abita la mia ferita

che trova

un lieto solco

nel suo risplendere

 

Tu

a farti bambino ed ultimo

 

per accogliere

il nomade d'amore

dalle aperte piaghe

 

 

 

Uno di quei sogni

 

quando sai

essere un sogno e ne esci

 

o vorresti trattenertici

 

trovandoti davanti a un mare

sconfinato

fasciato di luce

vivissima

 

dai colori caldi

da far vibrare

l'anima e i sensi

 

quasi un flash

 

frammento di sogno

vigile

 

come fosse solo dipinto

 

 

 

 

Nell'aria vegetale

 

si aprì il mattino azzurro

nell'aria vegetale

come un mare nel seno del cielo

e da una costola

per lui Egli la plasmò

dalle sinuose forme

a far tondi gli occhi vogliosi

d'un amore tendente alle

stelle

 

 

 

 

Ulissidi

 

[ripresa da una poesia del 2011]

 

veleggiare verso lidi

dell'Origine

impastati di luce

alchemica

in fondo agli occhi 

aperti mari 

dei sensi

 

 

 

Far posto all'angelo

 

dev'esserci forse un angelo

alla mia sinistra

e sì che per natura

non sopporto nessuno da quel lato

camminando per strada

che non sia una benefica presenza

 

chi mi accompagna nella luce

declinante degli anni

non sa di dover fare

posto all'angelo

 

che provvido

mi aiuti a scalzare 

ogni giorno la morte

 

 

 

 

Cieli bianchi

 

cadute virgole

dalle pagine dei giorni

come un assordare di cristalli

 

poi brividio

di luna nel cerchio delle sere

cieli bianchi di silenzi

 

a propiziare un appiglio

per reinventarsi

la vita

 

 

 

 

Nuvole vaghe

 

le nuvole vaghe a guisa di pegaso 

o capra e in pacato risveglio

il sangue del tuo ieri connesso

alla vista del bimbo nel levarsi

dei piccioni in volo davanti

ai gridolini acuti e

più a lato

della piazza il vecchio 

in carrozzina

tornato bambino a ricordarti

l'esistere parabola

di carne

nel pulsare dell'universo

e il conto degli anni 

i voli pindarici del

sognare


Maggiori informazion

 

 

 

Qui ci sta bene uno spazio

ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d'onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d'echi e ancora su
con lo slancio felice d'un
enjambement

vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza

porta
sogni e nuvole al guinzaglio

 

 

 

La casa delle nuvole

cieli d'acqua e cavalli
d'aria

lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni

lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell'aria trema

 

 

 

 

Lettere amo indorare

finché loro ci sono
e hanno le mani nel sangue
quasi presenze

percezioni inconsce a ravvivarle
come in padella a fuoco vivo
galleggianti in olio bollente
dagli scoppiettanti schizzi

insieme a parentesi a guisa
di unghie-di-luna appena
scottate

ecco che il cuore
madido di luce
ci si nutre
 
invaghito di lettere appena
pescate
dall'inferno dell'olio

 

 

 

 

Munch

nel buconero
del Grido
spiralante la vertigine

la raccolgo dentro
un foglio

vedi

pesco sogni di ragno
rimasti
nell'intreccio della tela

 

 

 

 

Sguardi e il tracimare

sguardi e il tracimare
di palpiti
alle rive del cuore

aria dolce come
di labbra
incanutire di fronde
nella liquida luce

 

 

 

 

Poesia si fa

è che poesia si fa da sé
nel seme del suo autocrearsi

è nella danza del calabrone sul fiore
nel gioco
della luce con l'ombra attaccata ai piedi
nelle parole bagnate in un lancinante addio

casa della poesia è dove nasce l'onda
la radice del vento il volo aquilonare
è vedo non vedo in una grazia velata

poesia è la bellezza
che tiene in scacco la morte

 

 

 

 

Se gratti l'argento

[ispirata leggendo "Finzioni", di J. L. Borges]

paradosso
temere di sparire se
gratti l'argento dello specchio

quasi
non t'appartenessi

realtà sfumata nel mistero

non sei che parvenza
sognata da un dio

nell'insondabile
suo cielo d'esagoni e sfere

 

 

 

 

Rosa d'amore

vita che ti attraversa
in un vento di luce

angelicato fiore
rosa che si schiude
fra cristalli dell'inverno

 

 

 

 

 

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=297129

Voli a solcare l'indaco




Nel paese interiore

.

 

nel paese interiore

eiaculo i miei sogni -

vivo una stagione

rubata al tempo -mimesi

icariana sul vetro del cielo-

nel paese interiore

brucia il mio daimon

di febbre e di luce

 

*

 

Dell' indicibile essenza

.

 

dell' indicibile essenza

noi sostanza e pienezza

solleva l'angelo un lembo

di cielo:

in questa vastità soli

non siamo: miriadi

di mondi-entità ognuno

in una goccia

di luce

 

*

 

Presentire

.

 

finirà qui tutto

il visibile

-col panorama dei sensi

a sopravviverci voce

di sangue in un non-tempo

inconoscibile

l'astronave-di-luce

tra cirri e nembi e corpi

celesti

 

*

 

L'Albero

.

 

di Te

il dito

la saliva il fiato:

ri-fiorire vita

in cuore disabitato

e gli esecrandi

crimini? non

ricordi

dal sacrificio estremo

l'Albero di sangue

si è ingemmato

sopra uno

sconquasso di secoli

 

*

 

Farsi infinito

.

 

in apparente spaziotempo

un infinito sospeso

-sogno fatto

carne

la vita è alfabeto del tempo

da sillabare

vuoto di forme - ombre

nel bianco respiro

dalle labbra quest'anima s'invola

 

*

 

L'abbraccio

 

(in dormiveglia)

.

 

si concentra ed espande

l'amore in quel vivere-morire

delle prensili braccia

sospensione apparente carne e cielo

 

*

 

Il sogno di te

.

 

in una sospensione lucente

ride la tua immagine d'aria

nella fodera del cuore

ho intagliato

il sogno di te

sulle ali del vento le parole

che ti dedico

 

*

 

Di qua del velo

.

 

(non qui né altrove:

semplicemente essere

nel Tutto

-porta della conoscenza)

di qua del velo di maya

trottola del tempo

consuma il suo perno

nella palpebra del sole

un embolo d'ombra dimora

che insanguina il vento

 

*

 

Momenti

.

 

di cos'è fatta la vita-energia

se non di momenti

rallentati

-per cui è un girare in tondo

su te stesso

o forse

di virgole di sangue

e amore

rapprese in un grido

sul vetro del cielo

 

*

 

Nell'uno

.

 

dal Tutto

ritrovarsi nell'uno

a vivere il sogno della carne

il sangue che cavalca il vento dove

crescono i passi

lacerato dalle lancette

d'un orologio interiore

un Lazzaro a sollevarsi da cento morti

 

*

 

Il sogno di Dio

.

 

in seno a cieli

di cui non è memoria

assai prima del corpo

quando già da sempre era la Parola

il sogno di Dio

il Suo soffio

poi la fatidica

domanda "dove sei

Adamo"

e furono

i cieli

capovolti

 

 *

 

Inanellati aleggiano pensieri

 

(la fatica dello scrivere)

.

 

inanellati aleggiano pensieri

si frantumano ri-compongono

tu aureolato di fumo

a lasciarti corteggiare

dal misterico chiarore d'una

complice luna

rima sì rima no baciata o

interna e che suoni

un corpo-a-corpo con la parola

intanto

di Selene un dardo

il foglio trapassa

dove ristagna esangue

poesia

 

*

 

Libro di poesie

.

 

aspettare per farne

-forse- un "mattone"? o subito

licenziarlo

libercolo smilzo?

alle spalle

l'assedio degli anni: mi spingono nella

strettoia -o foce-

dell'ignoto

gioco

col tempo che resta

a sfidare la morte

visti non visti

i giorni

sciabolate di luce

a sfogliare mesi anni

 

*

 

Mimesi

.

 

icaro e le ore

acrobate

dove spegnere

inconfessati ardori

il "grido"

espanso

che nell'aria trema

l'angelo

è di cenere

 

*

 

Migrante

.

 

il ragazzo lasciato bocconi

sull'arenile

sembra dormire

avvolto dal manto della notte

gli lava dalla salsedine

la parte del viso

un cane randagio

ora non sentirà più i morsi

della fame

è sazio di cielo

sul corpo un fremito di stelle

 

*

 

Associazioni

.

 

i nasi all'insù contro la luce

livida d'un cielo che non promette

un rondone rimasto impigliato

chissà come sbatte furioso le ali

strana associazione

d'idee se va la mente

al 'falco alto levato' di Montale

 

[Le parole virgolettate nell'ultimo verso sono tratte da Ossi di seppia, 1920-1927.]

 

*

 

Conosco le voci (2)

 

(a tutte le vittime per la giustizia).

.

 

conosco voci che aprono strade

di libertà e amore

conosco i nemici della luce

che aizzano i cani neri della notte

lacerando i sogni di nuovi mattini

conosco i nomi

dei poeti assassinati

che dal sangue han levato la voce

-i loro j'accuse

come lingue di fuoco

conosco la "fame" dei senzavoce

il profondo dove si apre il grido

 

*

 

L'albero di Giuda

.

 

tagliando per la pianura

non trovavi più il cuore

sulle punte delle stelle ti volevi

trafitto

e il sangue quasi ricamasse

una scritta ingloriosa

ma il tuo albero

ecco venirti incontro

e già il cappio

vederlo

-sinistro

 

*

 

Stanze

.

 

le notti inzuppate di sogni

quando

nonsense veleggiano

sulle ondivaghe acque dell'inconscio

o ti vedi seguire

una successione di stanze

e ti perdi e ti ritrovi

in un'altra realtà-sogno o dimensione

 

*

 

Isole

.

 

concatenarsi di sequenze evanescenti

sognare di te tu di me ma mai

questi mondi paralleli s'incontreranno

li inghiottiranno onirici buchineri

così le nostre vite

trasversali un fondersi di corpi

ma isole

gli universi dell'anima mondi

di celeste fuoco che si sfiorano e

mai

combaciano

 

 

VITA TRASVERSALE
 
Le voci remote 
.
 
Ondivaghe maceri parole
 
quando ti rigiri tra le lenzuola
-ondivaghe maceri parole
dove latita il cuore-
somigli al gabbiano ferito
che solo in sogno ritrova
il suo mare - la vita altra
 
*
 
 
Sogno di Cupido
 
aleggiavo "per l'aere"
-io figlio di Venere- o 
era il mio doppio incorporeo che
con molte frecce al suo arco
germinava amore
 
vedevo
nel tempo di Veneralia
in un cielo quasi dipinto
splendere carnale fiamma
 
 
[Veneralia: festività romana celebrata il I° aprile, dedicata a Venere Verticordia ("che apre i cuori").]
 
*
 
 
Fuoco azzurro
 
lascia che sia
più che naturale
da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe
come l'idea di ritagliare lettere
per "confezionare" una poesia
 
fa' che sia lei
a visitarti col suo azzurro fuoco
ti salga fin dalle viscere
ti cali nell'humus della parola
 
*
 
 
La grande avventura la vita 
 
"marinaio col mal di terra"
se mai ne perdessi il gusto -della vita
 
dal cuore della zolla il verde grida
sempre vita rinasce 
all'infinito 
 
lei è mamma-chioccia
-travalica la morte col suo tepore-amore
 
*
 
 
Generazioni
 
eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi
 
-bella forza: voi con i vostri 
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso 
del nostro sangue nelle piazze
 
per le ginocchia aria di primavera
 
*
 
 
Elucubrazioni
 
dicono esce dalla testa
il corpo astrale parto della mente
 
è sempiterna la mente
come il reale che in sogno appare
 
liquida luce - oltre 
la mente solo ombra o niente
 
*
 
 
Primavera canterina
 
di verde in chiome folte
natura si riveste
 
a specchio di sole -sangue
di primavera-
becchetta 
l'immagine nell'acqua
il chiurlo e ti fa il verso
se abbozzi un motivetto
 
*
 
 
L'estro 
 
rischiava la galera chi
procurava cibo 
ai fantasmi era l'editto
del castello
 
pure
l'intrepido ragazzino
Arthur R. giocava il tutto
per tutto pur d'avere in cambio
versi "divini"
 
o più probabile fosse
solo un sogno e lui stesso sogno
nel sogno e i versi
parto del suo estro
 
*
 
 
 
Mondo di luce
 
m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo 
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce
 
*
 
 
Io sono il mare
 
danzi su creste d'onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l'immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine
 
poi per l'azzurra volta
ti vedo svettare - verso 
profondità di cieli 
 
verso quella
libertà che aneli
 
*
 
L'innocente
 
già l'immagino i titoli
"classe 41 - stecchito da una raffica"
 
ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale
 
dove -si sa- a pagare
è chi non c'entra un bel niente
 
*
 
Fumatori d'oppio
 
figure inconsistenti
come carta bruciata
sbriciolata d'un soffio
 
e
alberi che camminano
capovolti e navi
di nuvole
 
visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue
 
Jonas
preso nella rete dei 
fumatori d'oppio
 
*
 
 
Se qualcuno è a spiarti
 
lasciartele scivolare addosso -dici-
distaccarti sempre più dalle cose
finanche da questo
 
corpo: vederti presente
a te
come nel sogno - quasi 
evanescente
 
sogni
e sei sognato -
mondi speculari
 
vedi: se 
qualcuno è a spiarti
 
non sei che tu
da un altrove
 
*
 
 
Sognarmi
 
sull'otto orizzontale
librarmi etereo
 
piume d'angelo a coperta
di cielo
 
*
 
Se lasci che la vita
 
il moscerino che taglia nella luce
del monitor
l'ultima tua poesia riveduta
 
sembra imbeversi
del sangue delle sillabe
 
in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno
 
vedi te stesso se lasci che la vita 
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente
 
*
 
 
Trasmigra il tuo giorno
 
compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?
 
lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"
 
-la vecchiezza un obbrobrio!
 
ecco vedi trasmigrare 
il tuo giorno
in sudari di calce
 
*
 
Ed è sangue in luce
 
esilio di carne
anse d'ombre
 
ed è sangue in luce
l'ancestrale fiorir
d'appigli
 
a schiudere il giorno
 
*
 
Simbiosi
 
di notte sto bene con me e l'altro
 
sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra 
ombra di me è il sogno
 
come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte
 
*
 
Complice l'ombra
 
non un posto al sole
non m'ispira il tipo lucertola
 
ora dove sosto
un venticello spira
che mi pettina i pensieri
aggrovigliati
nel cielo della mente
 
dove un abbozzo
di poesia inizia
a mettere ali
 
*
 
Il là propizio
 
quando sperimenti il fantastico e
non focalizzata l'immagine salta
sul video della mente
 
quando magari
è Borges a darti l'abbrivio
il là propizio
dal suo cielo d'esagoni e sfere
 
 
[ultimo verso: ispirandomi a "Finzioni", di Jorge Luis Borges]
 
*
 
Dove palpita il sogno
 
da una dimensione parallela
il Sé in me rispecchia
la sua primaria origine
punto dell'eterno
dove palpita il mio sogno
di carne e cielo
 
*
 
Testimoni
 
di sole indorate
distese a maggese
ricamate di fiori di sangue
per mano assassina
tramante nell'ombra
 
vòlto al cielo: testimone
non "profeta" di
panegirici
fulminato a due passi 
dal luogo di culto
le mani ancora nell'atto
di benedire
 
-come in un tempo sospeso
l'oscillare di grani 
di rosario
 
*
 
La cara musa
 
ti ci arrovelli ma non trovi soluzione
ti ha lasciato a metà la cara musa
 
sei come quell'albero reciso
la cui ferita bianca
non si vede sanguinare
 
*
 
Sic transit
 
confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge
 
è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza 
 
lo scheletro la trasparenza
 
*
 
 
Ricorda
[ispirandomi a David Maria Turoldo]
 
sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina
 
ma sei amato
 
immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia
 
ritorna a volare:
ti attende la madre al suo
nido
 
ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua 
infinita Essenza
 
pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere
 
*
 
Ad altezze segrete
(volontariato)
 
spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto ad altezze 
segrete
 
sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita 
 
lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso
 
*
 
Clown
 
la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria
 
l'ora si fà elettrica
nel cielo 
di un capriolare d'umori
 
*
 
Espansione
 
il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica 
uscito dal corpo?
 
sognare è un po' 
essere già morti
 
come 
nell'oltrevita
e l'essere si espande
si sogna moltiplicato
in fiore atomo stella
 
appendice? o
espansione è il sogno?
 
*
 
Nudo alla luce
 
è velo che cadrà la carne
 
rendere fruttuosa la morte
"perdendo" la vita
 
rovescio
dell'io tra nome e senza nome
 
ma è l'amore che mi sceglie
 
-nudo
alla luce
 
ho sognato d'essere trasparente
 
*
 
 
Quell'età
 
siamo quelli
di un'età ahimé biasimevole
se la moglie impreca
per la camicia ricamata di sugo
 
"l'altra faccia"
-a firma di arabeschi 
di sangue sulle strade-
quell'età da sballo 
 
*
 
Allucinogeni
 
corrono brividi nel sangue psichico 
 
dentro l'occhio di Selene ondeggia 
distorto volto d'angelo
 
bruciarla la vita sul filo
della notte liquida
 
*
 
Santo che soffri
 
Amore inchiodato alla croce
Sole che apri spiragli
nei cuori di carne
Luce che accechi i potenti
 
t'incontriamo nel povero
ma non ti conosciamo
come Pietro al canto del gallo
cosa mai saremmo senza di te
che hai sepolto per sempre
la morte
chi mai saremmo se 
di te facessimo a meno
 
l'ultimo giorno verrà 
e noi perduti 
perduti per sempre senza di te
 
Santo che soffri
che ci ami fino alla morte
 
 
[Il titolo è preso da Ungaretti]
 
*
 
Tutto è preghiera
 
una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza
 
la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l'alto è lode
 
l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange
 
*
 
Sprazzi di luce
 
non riesco a saziarmi di Te
 
penetri nella 
mia vitrea solitudine
con sprazzi di luce come 
attraverso una smagliatura
 
*
 
La cara musa (2)
 
giungerà con quest'aria incendiata
tra un ghiacciolo e un bagno la cara 
musa latitante da giorni
 
intanto afose notti
inzuppate di sogni
hanno complice una luna menomante
 
 
*
 
Dietro un'alba cadmio
 
ha dipinto nel tempo il suo
"capolavoro" di nulla?
-spuntato 
da duemilanni il suo pungiglione
 
dietro un'alba cadmio il nero dove
ogni volta la ricacciamo
-nell'oceano di energia
miseramente essa si spegne
 
l'humus si nutre
di vermi e foglie: non si rinnova 
la vita mangiando se stessa?
 
in un palpebrare di luce
del sangue l'aprirsi in fiore
 
*
 
Su assonnate rive
 
su assonnate rive uno scorcio
si frange di tuo vissuto: i tanti
io disincarnati i tanti
ingoiati - non hanno più
ombra che nel sogno
nell'onda del sangue
 
 
*
 
Vive una luce
 
vive nell'akasha una luce che
custodisce quel mosaico che dici
destino
 
tu sei l'ombra
del Sé: l'alterego o se vuoi
l'angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita
 
*
 
Fratto il tempo
 
fratto il tempo dove
è ritrarsi di vita
come da risacca l'onda
 
il mostro a tratti
ghermisce la memoria
che vuole eradere ricordi
 
l'angelo è cenere
dove gridano ustioni
di luce
 
*
 
Invettive
 
[a Padre Pio, tacciato di impostura]
 
una parola un fendente
 
minimizzi
 
l'orgoglio un ordigno
inesploso
 
carità
ti accompagnerà nella polvere
 
*
 
Tento versare versi
 
tento versare versi
sulla  chiara facciata del foglio
 
"navigare di nuvole pigre" -questo
l'incipit
ma ahi cara musa 
son già qui arenato
 
potrei imbastire una rima
tipo fiore-amore o
scrivere il verso più bello
dettatomi in sogno
 
pure
fibrilla nel sangue un qualcosa
che non saprò dire
 
*
 
Nell'oltre
 
imprigioniamo paure
in mantelli marchio privacy
ci genuflettiamo
a ipocriti sorrisi
 
nell'oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi
 
*
 
 
 
VITA TRASVERSALE
 
Le voci remote 
.
 
Ondivaghe maceri parole
 
quando ti rigiri tra le lenzuola
-ondivaghe maceri parole
dove latita il cuore-
somigli al gabbiano ferito
che solo in sogno ritrova
il suo mare - la vita altra
 
*
 
 
Sogno di Cupido
 
aleggiavo "per l'aere"
-io figlio di Venere- o 
era il mio doppio incorporeo che
con molte frecce al suo arco
germinava amore
 
vedevo
nel tempo di Veneralia
in un cielo quasi dipinto
splendere carnale fiamma
 
 
[Veneralia: festività romana celebrata il I° aprile, dedicata a Venere Verticordia ("che apre i cuori").]
 
*
 
 
Fuoco azzurro
 
lascia che sia
più che naturale
da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe
come l'idea di ritagliare lettere
per "confezionare" una poesia
 
fa' che sia lei
a visitarti col suo azzurro fuoco
ti salga fin dalle viscere
ti cali nell'humus della parola
 
*
 
 
La grande avventura la vita 
 
"marinaio col mal di terra"
se mai ne perdessi il gusto -della vita
 
dal cuore della zolla il verde grida
sempre vita rinasce 
all'infinito 
 
lei è mamma-chioccia
-travalica la morte col suo tepore-amore
 
*
 
 
Generazioni
 
eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi
 
-bella forza: voi con i vostri 
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso 
del nostro sangue nelle piazze
 
per le ginocchia aria di primavera
 
*
 
 
Elucubrazioni
 
dicono esce dalla testa
il corpo astrale parto della mente
 
è sempiterna la mente
come il reale che in sogno appare
 
liquida luce - oltre 
la mente solo ombra o niente
 
*
 
 
Primavera canterina
 
di verde in chiome folte
natura si riveste
 
a specchio di sole -sangue
di primavera-
becchetta 
l'immagine nell'acqua
il chiurlo e ti fa il verso
se abbozzi un motivetto
 
*
 
 
L'estro 
 
rischiava la galera chi
procurava cibo 
ai fantasmi era l'editto
del castello
 
pure
l'intrepido ragazzino
Arthur R. giocava il tutto
per tutto pur d'avere in cambio
versi "divini"
 
o più probabile fosse
solo un sogno e lui stesso sogno
nel sogno e i versi
parto del suo estro
 
*
 
 
 
Mondo di luce
 
m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo 
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce
 
*
 
 
Io sono il mare
 
danzi su creste d'onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l'immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine
 
poi per l'azzurra volta
ti vedo svettare - verso 
profondità di cieli 
 
verso quella
libertà che aneli
 
*
 
L'innocente
 
già l'immagino i titoli
"classe 41 - stecchito da una raffica"
 
ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale
 
dove -si sa- a pagare
è chi non c'entra un bel niente
 
*
 
Fumatori d'oppio
 
figure inconsistenti
come carta bruciata
sbriciolata d'un soffio
 
e
alberi che camminano
capovolti e navi
di nuvole
 
visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue
 
Jonas
preso nella rete dei 
fumatori d'oppio
 
*
 
 
Se qualcuno è a spiarti
 
lasciartele scivolare addosso -dici-
distaccarti sempre più dalle cose
finanche da questo
 
corpo: vederti presente
a te
come nel sogno - quasi 
evanescente
 
sogni
e sei sognato -
mondi speculari
 
vedi: se 
qualcuno è a spiarti
 
non sei che tu
da un altrove
 
*
 
 
Sognarmi
 
sull'otto orizzontale
librarmi etereo
 
piume d'angelo a coperta
di cielo
 
*
 
Se lasci che la vita
 
il moscerino che taglia nella luce
del monitor
l'ultima tua poesia riveduta
 
sembra imbeversi
del sangue delle sillabe
 
in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno
 
vedi te stesso se lasci che la vita 
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente
 
*
 
 
Trasmigra il tuo giorno
 
compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?
 
lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"
 
-la vecchiezza un obbrobrio!
 
ecco vedi trasmigrare 
il tuo giorno
in sudari di calce
 
*
 
Ed è sangue in luce
 
esilio di carne
anse d'ombre
 
ed è sangue in luce
l'ancestrale fiorir
d'appigli
 
a schiudere il giorno
 
*
 
Simbiosi
 
di notte sto bene con me e l'altro
 
sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra 
ombra di me è il sogno
 
come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte
 
*
 
Complice l'ombra
 
non un posto al sole
non m'ispira il tipo lucertola
 
ora dove sosto
un venticello spira
che mi pettina i pensieri
aggrovigliati
nel cielo della mente
 
dove un abbozzo
di poesia inizia
a mettere ali
 
*
 
Il là propizio
 
quando sperimenti il fantastico e
non focalizzata l'immagine salta
sul video della mente
 
quando magari
è Borges a darti l'abbrivio
il là propizio
dal suo cielo d'esagoni e sfere
 
 
[ultimo verso: ispirandomi a "Finzioni", di Jorge Luis Borges]
 
*
 
Dove palpita il sogno
 
da una dimensione parallela
il Sé in me rispecchia
la sua primaria origine
punto dell'eterno
dove palpita il mio sogno
di carne e cielo
 
*
 
Testimoni
 
di sole indorate
distese a maggese
ricamate di fiori di sangue
per mano assassina
tramante nell'ombra
 
vòlto al cielo: testimone
non "profeta" di
panegirici
fulminato a due passi 
dal luogo di culto
le mani ancora nell'atto
di benedire
 
-come in un tempo sospeso
l'oscillare di grani 
di rosario
 
*
 
La cara musa
 
ti ci arrovelli ma non trovi soluzione
ti ha lasciato a metà la cara musa
 
sei come quell'albero reciso
la cui ferita bianca
non si vede sanguinare
 
*
 
Sic transit
 
confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge
 
è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza 
 
lo scheletro la trasparenza
 
*
 
 
Ricorda
[ispirandomi a David Maria Turoldo]
 
sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina
 
ma sei amato
 
immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia
 
ritorna a volare:
ti attende la madre al suo
nido
 
ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua 
infinita Essenza
 
pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere
 
*
 
Ad altezze segrete
(volontariato)
 
spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto ad altezze 
segrete
 
sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita 
 
lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso
 
*
 
Clown
 
la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria
 
l'ora si fà elettrica
nel cielo 
di un capriolare d'umori
 
*
 
Espansione
 
il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica 
uscito dal corpo?
 
sognare è un po' 
essere già morti
 
come 
nell'oltrevita
e l'essere si espande
si sogna moltiplicato
in fiore atomo stella
 
appendice? o
espansione è il sogno?
 
*
 
Nudo alla luce
 
è velo che cadrà la carne
 
rendere fruttuosa la morte
"perdendo" la vita
 
rovescio
dell'io tra nome e senza nome
 
ma è l'amore che mi sceglie
 
-nudo
alla luce
 
ho sognato d'essere trasparente
 
*
 
 
Quell'età
 
siamo quelli
di un'età ahimé biasimevole
se la moglie impreca
per la camicia ricamata di sugo
 
"l'altra faccia"
-a firma di arabeschi 
di sangue sulle strade-
quell'età da sballo 
 
*
 
Allucinogeni
 
corrono brividi nel sangue psichico 
 
dentro l'occhio di Selene ondeggia 
distorto volto d'angelo
 
bruciarla la vita sul filo
della notte liquida
 
*
 
Santo che soffri
 
Amore inchiodato alla croce
Sole che apri spiragli
nei cuori di carne
Luce che accechi i potenti
 
t'incontriamo nel povero
ma non ti conosciamo
come Pietro al canto del gallo
cosa mai saremmo senza di te
che hai sepolto per sempre
la morte
chi mai saremmo se 
di te facessimo a meno
 
l'ultimo giorno verrà 
e noi perduti 
perduti per sempre senza di te
 
Santo che soffri
che ci ami fino alla morte
 
 
[Il titolo è preso da Ungaretti]
 
*
 
Tutto è preghiera
 
una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza
 
la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l'alto è lode
 
l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange
 
*
 
Sprazzi di luce
 
non riesco a saziarmi di Te
 
penetri nella 
mia vitrea solitudine
con sprazzi di luce come 
attraverso una smagliatura
 
*
 
La cara musa (2)
 
giungerà con quest'aria incendiata
tra un ghiacciolo e un bagno la cara 
musa latitante da giorni
 
intanto afose notti
inzuppate di sogni
hanno complice una luna menomante
 
 
*
 
Dietro un'alba cadmio
 
ha dipinto nel tempo il suo
"capolavoro" di nulla?
-spuntato 
da duemilanni il suo pungiglione
 
dietro un'alba cadmio il nero dove
ogni volta la ricacciamo
-nell'oceano di energia
miseramente essa si spegne
 
l'humus si nutre
di vermi e foglie: non si rinnova 
la vita mangiando se stessa?
 
in un palpebrare di luce
del sangue l'aprirsi in fiore
 
*
 
Su assonnate rive
 
su assonnate rive uno scorcio
si frange di tuo vissuto: i tanti
io disincarnati i tanti
ingoiati - non hanno più
ombra che nel sogno
nell'onda del sangue
 
 
*
 
Vive una luce
 
vive nell'akasha una luce che
custodisce quel mosaico che dici
destino
 
tu sei l'ombra
del Sé: l'alterego o se vuoi
l'angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita
 
*
 
Fratto il tempo
 
fratto il tempo dove
è ritrarsi di vita
come da risacca l'onda
 
il mostro a tratti
ghermisce la memoria
che vuole eradere ricordi
 
l'angelo è cenere
dove gridano ustioni
di luce
 
*
 
Invettive
 
[a Padre Pio, tacciato di impostura]
 
una parola un fendente
 
minimizzi
 
l'orgoglio un ordigno
inesploso
 
carità
ti accompagnerà nella polvere
 
*
 
Tento versare versi
 
tento versare versi
sulla  chiara facciata del foglio
 
"navigare di nuvole pigre" -questo
l'incipit
ma ahi cara musa 
son già qui arenato
 
potrei imbastire una rima
tipo fiore-amore o
scrivere il verso più bello
dettatomi in sogno
 
pure
fibrilla nel sangue un qualcosa
che non saprò dire
 
*
 
Nell'oltre
 
imprigioniamo paure
in mantelli marchio privacy
ci genuflettiamo
a ipocriti sorrisi
 
nell'oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi
 
*
 
 
 
 
 
*